Non avrebbe senso un festival dedicato al “cinema dello spirito” senza Eugène Green. A lui, e al suo cinema diverso da ogni altro cinema, saranno dedicate due serate, domenica 11 febbraio a Milano e lunedì 12 a Magenta.

Le Fils de Joseph è la quintessenza del suo modo di guardare le cose, di stare al cospetto della “presenza” e della parola dell’altro (le inquadrature frontali), della sua capacità di vedere oltre, dietro, in profondità. La storia di un ragazzino alla ricerca di un padre – in realtà ce n’è uno “giusto” e un altro “sbagliato” – in cui il quotidiano si fa sacro, e viceversa, con il contributo fondamentale di Caravaggio e della Bibbia.

La proiezione di questo film, mai distribuito in Italia, sarà l’occasione per incontrare e conoscere meglio un cineasta indipendente che è anche drammaturgo, esperto di teatro barocco, saggista, romanziere, poeta.

BIOGRAFIA DI EUGENE GREEN
Regista, scrittore e drammaturgo francese, Eugène Green è nato nel 1947 a New York, ma è da sempre un fiero avversario della (in)civiltà americana (i “barbari”). Il suo esordio nel cinema risale al 2001 con Toutes les nuits, vincitore del Premio opera prima Louis Delluc, seguito da Le monde vivant, selezionato a Cannes nel 2003, Le Pont des Arts, presentato a Locarno (2005), La Religieuse portugaise (2009) e La Sapienza (2014). Fondamentale per la conoscenza della sua opera in Italia, è stato il Torino Film Festival, che gli ha dedicato una retrospettiva nel 2014 e ha proiettato tutti i suoi film. Attratto dalla tradizione musicale e teatrale barocca, Eugène Green sul finire degli anni ‘70 ha fondato la compagnia Théâtre de la Sapience, per poi imporsi come uno dei maggiori esperti del  teatro barocco. Alterna l’attività di regista a quella di saggista (Présences, 2003; Poétique du cinématographe, 2009), romanziere (La Reconstruction, 2008; La Bataille de Roncevaux, 2009; La communauté universelle, 2011; Les atticistes, 2012) e poeta (Les lieux communs, Le présent de la parole, 2004; Le Lac de cendres, 2014)