L’ennesima recensione su "Gli ultimi Jedi" di cui nessuno sentiva l’esigenza. O forse no.

di Salvatore Luca DE FAZIO

Come mai recensire adesso Star Wars – Gli ultimi Jedi quando ormai ne hanno parlato tutti ed è uscito quasi del tutto dalle programmazioni ufficiali dei cinema? La risposta sta in realtà nella domanda: le urla di gradimento o di dissenso della folla sono scemate e, finalmente, si può ragionare a mente fredda sull’analisi del film, dei personaggi e di come si inserisce nella saga senza troppa paura di “spoilerare” notizie. Sì, perché questa recensione contiene “spoiler”, sappiatelo prima di andare avanti a leggere.

LA TRAMA

Lo svolgimento della storia in questo episodio funziona. Ed essendo ciclicamente il secondo capitolo di una trilogia di Star Wars, è l’episodio dell’addestramento (come quello di Anakin Skywalker e Obi-Wan Kenobi in Episodio II e quello di Luke Skywalker e il maestro Yoda nell’Episodio V). Inoltre, come Ian Solo e Leia svolgono la loro missione “di coppia” su Cloud City sempre ne L’impero colpisce ancora, Finn e Rose cercano un hacker sul pianeta Cantonica (forse il primo pianeta “non azzecato” della saga di Star Wars). Ci sono diversi rimandi agli episodi “storici” della saga, ma altrettanti sono gli elementi di novità (anche se si poteva osare di più) che han fatto storcere il naso ai fans di vecchia data. Ad esempio, non esiste più la dualità Jedi –Sith. C’è la Forza e poi c’è Rey, la discepola “amata” (e un po’ secchiona) e Kylo Ren, il discepolo “che tradisce” (anche se non si capisce ancora se “alla Pietro” o in modo irrecuperabile “alla Giuda”). E, parlando della politica “rottamatrice” di Kylo Ren, c’è il nuovo che avanza e che mette da parte i vecchi droidi (i buon vecchi C3-PO e R2D2 sullo sfondo) ed esalta, anche troppo, BB-8 facendolo diventare l’eroe dei ribelli.
Breve parentesi: la disneyzzazione della saga porta a esaltare i piccoli droidi e i “pucciosi” Porg (di cui si venderanno molti gadget) e a creare gag imbarazzanti che hanno invaso anche i film Marvel, ma che fortunatamente in questo episodio sono ridotte (ricordiamoci che umorismo e gusto per le “stranezze aliene” in Star Wars ci sono sempre stati). Chiusa parentesi.
Tornando alla trama, alla fine, Kylo Ren (che ha ucciso suo padre nell’episodio precedente, ha graziato sua madre in questo, ma cade inesorabilmente nel lato oscuro) elimina il suo gran maestro Snoke e arriva allo scontro finale con il suo vecchio maestro Luke che decide di “auto-rottamarsi” e si sacrifica per dare tempo ai ribelli di scappare. Un sacrificio che rimane in sordina e che viene percepito solo dai discepoli, ma che fa risvegliare la Forza in coloro che ci credono e che sono sparsi per l’universo.

 

PERSONAGGI

Per non dilungarsi troppo nell’analisi, ci limitiamo a descrivere i principali protagonisti in poche frasi:

  • LUKE SKYWALKER – L’ultimo Jedi del titolo. Il leggendario maestro si presenta come un burbero eremita Jedi in pensione, alla fine si toglie la polvere dalle spalle (letteralmente) e adempie al suo destino.
  • LEIA ORGANA – Il generale (ex principessa) dei Ribelli. La forza scorre forte anche in lei, tanto che le permette di volare nello spazio (non diciamo altro). Sicuramente non sarà presente, neppure in versione digitale, nel prossimo capitolo. Che fine farà?
  • REY – La figlia (o addirittura reincarnazione) di nessuno (davvero?) . In bilico tra luce e oscurità, alla fine si dimostra la buon discepola. E anche quella saccente. Nelle scene di tensione e di combattimento, dimostra una grande energia.
  • KYLO REN – Il figlio di Ian Solo e di Leia Organa toglie la maschera (e in una scena anche la maglietta) e smette di giocare a fare Darth Vader. Da metà film in poi, il “rottamatore” affascinato dal lato oscuro è sempre arrabbiato, spacca cose e fa volare gente.
  • I RIBELLI – Ridotti a poche unità dalla forza armata del Primo Ordine, sono allo sbando. Poe Dameron è una testa calda e si diverte a fare “gli scherzi telefonici” agli avversari, intanto molti suoi commilitoni muoiono a causa delle sue scelte (e, nonostante ciò, continuano a dargli retta); Finn e Rose fanno la parte della coppia “dei bassi ranghi ed etnia mista”, mandano a monte la missione fidandosi di un hacker che li tradisce (mi sarei sorpreso se non lo avesse fatto, visto il personaggio interpretato da Benicio Del Toro) e fanno a gara a chi si immola prima per l’altro; Il vice-ammiraglio Holdo non si capisce da che parte sta e alla fine muore.
  • IL PRIMO ORDINE – La maestosa supremazia militare del Primo Ordine è direttamente proporzionale all’incompetenza dei suoi comandanti. Il leader supremo Snoke è potentissimo e viene sconfitto da un banale trucco del suo burattino Kylo Ren. Il comandante Hux è “bullizzato” da tutti. Il Capitano Phasma è uno dei guerrieri più forti dell’esercito e viene sconfitto da un soldato semplice solo perché si chiama Finn.

 

TEMI E RIFLESSIONI

Il tema di fondo è sicuramente il sacrificio: quello di Luke, del vice-ammiraglio Holdo (nell’epica, anche se fisicamente e concettualmente impossibile, scena dell’incrociatore ribelle scagliato contro l’ammiraglia del Primo Ordine) e quello della sorella di Rose, pilota del bombardiere che con la sua morte smuoverà gli animi dei personaggi coinvolti nella missione secondaria sul pianeta-casinò. Sono tante le ipotesi che traggono origine dal cristianesimo dietro alla saga di Star Wars (per approfondimenti, si legga l’interessante articolo https://it.aleteia.org/2017/10/10/sapevate-che-vangeli-gnostici-hanno-ispirato-guerre-stellari/) e in questo film alcune vengono confermate: Nel color rosso “martirio” del pianeta Crait, il sacrificio e il dono di sé di Luke/Messia (d’altronde è lui la “nuova speranza” nel sottotitolo dell’Episodio IV) e il risveglio “pentecostale” della Forza/Spirito Santo nei nuovi discepoli rendono questo capitolo una sorta di “Atti degli Apostoli” della saga di George Lucas. Aspettiamo di vedere la “Rivelazione” (o dal greco, Apokàlipsis – Apocalisse) del nono e ultimo capitolo di Star Wars affidato alle mani di J.J. Abrams. Queste, ovviamente, sono solo interpretazioni e spunti di riflessione. Ma soprattutto, per citare Ende, “Questa è un’altra storia e la si dovrà raccontare in seguito”.