Le sale ACEC hanno il privilegio di avere una distribuzione capillare anche nelle città metropolitane. Oggi andiamo a Carugate, e conosciamo Carlo Barazzetta, responsabile del CineTeatro Don Bosco, per scoprire cosa significa essere un presidio culturale sul territorio.


Don Bosco Carugate

Le sale ACEC hanno il privilegio di avere una distribuzione capillare sul territorio. Cosa significa per la città di Carugate la presenza di una sala come il Don Bosco?

A Carugate il CineTeatro Don Bosco, una “sala della comunità” con oltre 400 posti, è l’unica sala esistente in un territorio di 15.000 abitanti, fin dal lontano 1936. Nata come cinematografo nel 1936, chiuse i battenti negli anni 80 per essere riaperta al pubblico nel 1991.

Negli ultimi 12 anni la sala si è trasformata da “cinema dell’oratorio”, ad una sala polifunzionale, associata all’ACEC di Milano, seguendone il progetto culturale e pastorale.

La proposta cinematografica è di qualità e offre proiezioni nel week-end (anche prime visioni) rivolte soprattutto alle famiglie, mentre la rassegna “Crossroads” coinvolge giovani e adulti, fino alla terza età.

Vi operano anche il “Gruppo Teatro Tempo” che cura la rassegna teatrale “Sipario!” e il “Cinecircolo La Strada” che cura quella cinematografica, ma è il teatro lo strumento educativo per eccellenza, in grado di coinvolgere ogni anno i ragazzi di terza media (un centinaio) nell’allestimento di un “musical” autoprodotto, diventando protagonisti, chi a livello tecnico, chi musicale, chi recitando, chi cantando e chi ballando. Tutto 

questo grazie alla guida dei catechisti ma soprattutto dello staff del gruppo KAOS (Kompagnia Animazione Oratoriana Spettacoli), che da più di 20 anni allestisce spettacoli teatrali di grande qualità che hanno avuto grande successo e risonanza.

Che sorprese troveremo quando si potrà riaprire?

Sfruttando il periodo di chiusura, la sala è stata completamente rinnovata all’ingresso, con un atrio molto luminoso e accogliente, un nuovo Box-Office e una nuova disposizione del BAR. La novità maggiore è il nuovo proiettore digitale (anche in 3D) che insieme al nuovo schermo offre una qualità di visione superiore, ma soprattutto troverete sempre i volontari, pronti ad accogliervi e a farvi sentire in un luogo sicuro e confortevole.

Alla luce della situazione attuale, c’è qualcosa che desiderate dire al vostro pubblico?

Che tutti i tecnici e i volontari non vedono l’ora di poter riaprire la sala al pubblico, per poter condividere la passione per il cinema, il teatro, la musica… e vogliamo offrire questo luogo come occasione di ripresa di contatti umani (pur con il dovuto distanziamento), per ritornare a ricreare quella “comunità” che è la vera anima della sala.