Da oggi, 15 giugno, sono applicabili i protocolli di riapertura delle sale cinematografiche. Le regole sono il frutto del lavoro congiunto tra il ministero e le associazioni di settore lungo tutte le settimane che hanno caratterizzato la fase due. 
La ripresa delle normali attività sarà un processo lungo, anche per via della mancanza di prodotto cinematografico disponibile, ma rappresenta sicuramente una buona notizia per tutti gli esercenti.

Di Gabriele Lingiardi

Cinema Coronavirus

Ecco di seguito quanto riportato nel DPCM dell’11 giugno:

Art. 1 comma m: gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto sono svolti con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, con il numero massimo di 1000 spettatori per spettacoli all’aperto e di 200 spettatori per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala. Le attività devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi, adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali e comunque in coerenza con i criteri di cui all’allegato 10. Restano sospesi gli eventi che implichino assembramenti in spazi chiusi o all’aperto quando non è possibile assicurare il rispetto delle condizioni di cui alla presente lettera. Restano comunque sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso, e, sino al 14 luglio 2020, le fiere e i congressi. Le regioni e le province autonome, in relazione all’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori, possono stabilire una diversa data di ripresa delle attività, nonché un diverso numero massimo di spettatori in considerazione delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi.


Ma vediamo di seguito in dettaglio e in maniera schematica le norme da adottare:

  • La sala è chiamata a predisporre un’ adeguata informazione sulle misure di prevenzione, comprensibile anche per i clienti di altra nazionalità.
  • Riorganizzare gli spazi, per garantire l’accesso in modo ordinato. Va assicurato un metro di distanza tra gli utenti ad eccezione dei componenti dello stesso nucleo famigliare, conviventi o persone non soggette al distanziamento.
  • Privilegiare la prenotazione online e mantenere l’elenco delle presenze per un periodo di 14 giorni.
  • Potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura > 37,5 °C.
  • La postazione dedicata alla reception può essere dotata di barriere fisiche
  • Vanno favorite modalità di pagamento elettroniche anche all’interno della struttura
  • Obbligo di rendere disponibili prodotti per l’igiene delle mani in più punti
  • I posti a sedere dovranno prevedere un distanziamento minimo di almeno un metro tra uno spettatore e l’altro sia frontalmente che lateralmente. Questa misura non viene applicata per i nuclei familiari, i conviventi e le persone non soggette al distanziamento interpersonale. Per questi soggetti vi è la possibilità di sedere accanto, garantendo la distanza fra loro e gli altri spettatori di 1 m, nonché possibilità di ridurre il distanziamento sociale di un metro in presenza di divisori in plexiglass, anche rimovibili, da installare tra un nucleo di spettatori ed un altro.
  • Il distanziamento tra artisti e pubblico deve essere di almeno 2 metri
  • Il personale deve indossare dispositivi di protezione delle vie aeree negli spazi condivisi e/o a contatto con il pubblico.
  • Tutti gli spettatori devono indossare la mascherina dall’ingresso fino al raggiungimento del posto
  • Per spettacoli al chiuso, il numero massimo di spettatori è 200, per quelli all’aperto il numero massimo di spettatori è 1000 in considerazione delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi.
  • Va garantita la frequente pulizia di tutti gli ambienti con particolare attenzione alle aree comuni r alle superfici toccate con maggiore frequenza.
  • Favorire il ricambio d’aria negli ambienti interni.
  • Per gli impianti di condizionamento, è obbligatorio, se tecnicamente possibile, escludere totalmente la funzione di ricircolo dell’aria. Va garantita la pulizia, ad impianto fermo, dei filtri dell’aria di ricircolo per mantenere i livelli di filtrazione/rimozione adeguati. Se tecnicamente possibile, va aumentata la capacità filtrante del ricircolo, sostituendo i filtri esistenti con filtri di classe superiore, garantendo il mantenimento delle portate. Nei servizi igienici va mantenuto in funzione continuata l’estrattore d’aria.
  • Nei guardaroba, gli indumenti e oggetti personali devono essere riposti in appositi sacchetti porta abiti.

Per ulteriori informazioni e una prospettiva più completa vi rimandiamo ai documenti in allegato (li trovate su questa pagina in alto a destra).