Il posto delle fragole è un viaggio nel ricordo di una vita. Alcuni aspetti onirici, mischiati a un realismo della vecchiaia strepitoso, lo rendono un'opera imperdibile per arrivare a porsi le domande del tramonto.

Di Gabriele Lingiardi

Facebook il POSTO DELLE FRAGOLE

In questo momento, in cui ci sono tanti limiti a tante attività, in particolare l’attività delle nostre Sale della Comunità e dei nostri cinema, noi non possiamo stare come gente mortificata dal non poter fare quello che eravamo abituati a fare. Dobbiamo essere gente che si domanda “adesso cosa posso fare? e come mi preparo quello che viene dopo? Questa tragedia che abbiamo vissuto ci chiede una svolta culturale. Non è soltanto dire “dopo rifaremo quello che abbiamo sempre fatto”, ecco, abbiamo bisogno di una cultura dell’umano che sia oltre la banalità, abbiamo bisogno di una lettura che non semplicemente registri la cronaca, ma legga la storia, che non soltanto guardi le figure, ma entri nel mistero di ogni persona. Vi auguro di occupare bene il tempo che, magari inaspettatamente, troviamo libero e vi auguro di essere protagonisti di questa svolta culturale che offre agli spettatori, a coloro che verranno nelle nostre sale, dei motivi pensare, dei motivi per sperare e dei motivi per trovarsi insieme volentieri.” Con queste parole l’Arcivescovo di Milano Mons.Mario Delpini ha introdotto il secondo appuntamento del cineforum Il cinema riprende, disponibile gratuitamente da venerdì sulle pagine Facebook e YouTube dell’ACEC di Milano (e delle sale aderenti al progetto). Un incoraggiamento a tutti gli operatori culturali che guardano con timore e fatica questi lunghi mesi di chiusura. Sono parole che accompagnano la visione del film Il posto delle fragole, il capolavoro di Ingmar Bergman analizzato dal critico Andrea Chimento. Una storia a metà tra la vecchiaia e il ricordo della vita di un uomo illustre. Con la sua mano meditativa, Bergman ci conduce con le immagini in una meditazione sul tempo arricchita da un senso narrativo impareggiabile. Il respiro dei dialoghi, l’affascinante bianco e nero, ne fanno un film imprescindibile per tutti i gruppi di adulti che desiderano essere provocati. Il posto delle fragole è un film che ci costringe a girare la testa e a guardarci indietro, per poi ritornare a progettare il domani, come ha invitato a fare l’Arcivescovo, mettendo al centro della ricostruzione l’umano e la bellezza. 

Potete vedere qui l’introduzione al film: