Il film con Brad Pitt e Javier Bardem è un interessante mix di azione, potenza dei motori in pista e riflessioni sui kilometri della propria vita percorsi.
Di Giovanni Scalera
Joseph Kosinski, il visionario regista di “Top Gun: Maverick”, ci porta nell’adrenalinico universo della Formula 1 con il suo attesissimo nuovo film, “F1”. La trama, che vede Brad Pitt nel ruolo di Sonny Hayes, un ex asso delle corse in cerca di un’ultima possibilità, è una miscela avvincente di velocità, melodramma e un pizzico di riflessione sull’umano.
Sonny è un pilota talentuoso ma sfortunato, reclutato dal suo vecchio amico Ruben (un carismatico Javier Bardem) per salvare una scuderia di Formula 1 in difficoltà. Accanto a Sonny, troviamo il giovane e ambizioso Joshua Pearce, inizialmente rivale ma destinato a diventare un protetto, e Kate, la brillante direttrice tecnica del team. La storia, sebbene prevedibile nel suo sviluppo di “eroe che torna alla ribalta”, è intessuta di cliché narrativi sapientemente gestiti, che, lungi dal risultare stancanti, offrono al pubblico ciò che cerca: emozioni, velocità e personaggi affascinanti.
L’aspetto visivo e sonoro del film “F1” è notevole. Il regista Kosinski mescola riprese reali della Formula 1 con scene girate a bordo di auto modificate, riuscendo a far immergere lo spettatore nella velocità e nella tensione delle gare.
Al di là del rombo dei motori e delle curve mozzafiato, “F1” si sofferma su temi universali come la seconda opportunità, la resilienza e la ricerca di significato. Sonny Hayes, con il suo passato travagliato e la sua ultima chance di riscatto, incarna la figura dell’individuo che, nonostante le cadute, non rinuncia alla lotta per dimostrare il proprio valore. Questa tematica richiama direttamente il concetto filosofico del “Superuomo” di Friedrich Nietzsche. Non nel senso di un essere superiore o di una negazione della morale, ma nell’accezione di un individuo che, superando le proprie limitazioni e accettando la propria caducità, trova la forza di creare nuovi valori e di affermarsi nella vita. Sonny, con la sua capacità di trasformare gli ostacoli in opportunità, riflette l’idea di un soggetto che, pur consapevole delle proprie imperfezioni, non si arrende al destino, ma lo forgia attraverso la volontà e la dedizione. La sua capacità di innovare in pista, di rallentare per accelerare o addirittura di schiantarsi per arrivare primi, simboleggia una filosofia di vita che abbraccia il rischio e la contraddizione come elementi essenziali per la crescita e il successo.
Nonostante l’impeccabile realizzazione tecnica e l’indubbio intrattenimento, “F1” non è esente da critiche. La narrazione, sebbene ben confezionata, manca di una vera tensione drammatica, poiché i “difetti” dei personaggi sono minimi e le situazioni più difficili si risolvono spesso con troppa facilità.
Tuttavia, questi limiti non inficiano l’intrattenimento complessivo. “F1” è un film che sa cosa vuole essere: un’opportunità per chi cerca una pausa dalla realtà, un’immersione in un mondo di velocità e passione.

Canzone ispirata alle tematiche del film: Don’t Stop Me Now – Queen