Ha solo 24 anni, detiene il record del mondo dei 100 metri femminili categoria T63 (amputati con protesi) e non ha intenzione di fermarsi: la velocista italiana è venuta a Milano a trovare le bambine e i bambini delle scuole elementari dell'Istituto Salesiano S. Ambrogio Opera don Bosco Milano. Con la proiezione del film prodotto da Giffoni Innovation Hub che racconta il suo percorso.

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Si è conclusa la prima parte delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026. Ma in queste settimane di grandi tensioni geopolitiche, c’è ancora spazio per raccontare i valori olimpici fondamentali: la promozione della pace, la lealtà, l’inclusione e la lotta alle discriminazioni. A partire dalle storie personali dei protagonisti delle grandi competizioni internazionali.

È quello che è successo venerdì scorso 27 febbraio, presso l’Auditorium Don Bosco di Milano, con Ambra Sabatini in compagnia delle classi della scuola primaria dell’Istituto Salesiano di Milano. La giovanissima campionessa paralimpica, velocista 24enne medaglia d’oro a Tokyo 2020, Parigi 2023 e Nuova Delhi 2025, ha raccontato agli studenti le sue prestazioni sportive e i sacrifici fatti per raggiungere i risultati ottenuti. Ma lo ha fatto con un linguaggio che potesse arrivare alle bambine e ai bambini delle elementari: si è parlato di crescita umana e civile attraverso il fair-play, il coraggio di affrontare un incidente doloroso che le ha cambiato la vita e il sostegno ricevuto dalla famiglia e dai cari.

Le chiacchiere prima della visione del film sono durate poco: gli studenti avevano tante, troppe domande da fare ad Ambra. Sull’emozione di vincere una medaglia alle Olimpiadi, sulle ore giornaliere di allenamento, ma anche sulla protesi, il suo funzionamento, sugli sport che riesce a praticare e com’è cambiato il modo di allenarsi e gareggiare dopo l’incidente. Domande a cui l’atleta ha risposto con pazienza ed entusiasmo, per trasmettere tutta la sua passione ai bambini.

Un incontro inter-generazionale importante, che si è concluso con un film, Ambra Sabatini – A un metro dal traguardo, che racconta la conferma del talento e dell’impegno dell’atleta. Ma non solo i successi: la narrativa del lungometraggio è dall’ultima sfida prima delle riprese, la Paralimpiade di Parigi 2024. Il peso delle grandi aspettative e la consapevolezza di avere tutti i riflettori puntati addosso. In quell’occasione, una caduta a pochi metri dal traguardo le impedisce di salire sul podio: ma è anche accettando le sconfitte che un’atleta – come una persona – cresce.

L’iniziativa, promossa da ACEC – Diocesi di Milano nell’ambito dei Giochi della Cultura, con il contributo di Regione Lombardia, è stata realizzata con la collaborazione di Giffoni Experience. Il film è stato prodotto da Giffoni Innovation Hub e BlackBox.