Il premio Oscar Brendan Fraser torna a farci emozionare con un'interpretazione tenerissima, nel nuovo film della giapponese Hikari. Un film autentico e toccante che ci riempie gli occhi di lacrime di commozione.
Di Gabriele Lingiardi
La trama di Rental Family – Nelle vite degli altri sembra particolarmente originale. Non lo è. Nel 2019 già Werner Herzog aveva raccontato nel suo film ibrido tra documentario e finzione Family Romance, LLC il reale business dei servizi familiari in affitto. Le agenzie offrono attori da ingaggiare per sostituire amici, parenti, padri o madri assenti. Siamo in Giappone, dove il reale e l’apparenza corrono a braccetto. Il tema non è certo geolocalizzato: già nel 2011 Yorgos Lanthimos mostrava nella sua Grecia, in Alps, un’opera di finzione, un gruppo di persone che lavorano come surrogati di persone defunte.
La regista Hikari ci riporta in Giappone con Rental Family. L’innesco è sempre quello delle persone pagate per essere figuranti per le vite altrui. Il tenero Brendan Fraser, Oscar per The Whale, usa la sua fisicità come in un cartone animato per interpretare Philip, un attore americano assunto in un’agenzia che offre questo tipo di peculiari servizi. Si appassiona presto al lavoro con cui può esercitare sia la recitazione che l’empatia aiutando i clienti a risolvere nodi della loro esistenza. Le cose si complicano dopo l’incontro con una bambina di cui interpreta il padre assente e con un ex attore anziano affetto da demenza senile. Philip viene assunto dalla figlia per intervistarlo, ma le confidenze dell’uomo, convinto di stare preservando le sue memorie, si fanno troppo profonde. Il personaggio si fonde sempre di più con la persona, l’affetto prende il sopravvento. I benefici dell’illusione rischiano presto di finire: un passo falso e Philip potrebbe rovinare la vita ai propri inconsapevoli clienti.
Poco profondo sul piano filosofico, più ricco su quello emotivo, il film aggiunge poco nella riflessione sui bisogni della società, ma delizia con un tono in equilibrio tra tenerezza, divertimento ed emozione. Si ha la sensazione che, se prodotto negli anni ’90, questo film sarebbe stato perfetto per il compianto Robin Williams. Rental Family è infatti simile al suo sorriso malinconico, pieno di amore per le persone. Un facile elogio dell’empatia e dei legami tra esseri umani.